Un bonus da spendere in alberghi e agriturismi per le vacanze estive 2020. Rigorosamente in Italia. La misura vale 2,4 miliardi di euro ed è prevista dall’articolo 176 del decreto Rilancio in esame ora in Parlamento. È stata studiata dal governo per sostenere il turismo, settore che ogni anno pesa sul Pil per almeno il 13% e invece ora rischia di essere uno dei più colpiti dalla crisi provocata dal Coronavirus. Per addetti e lavoratori però, il bonus non basterà a salvare hotel e b&b visto che le previsioni parlano di crolli di fatturato anche fino all’80% e per gli esercenti il sostegno si tradurrà in un credito d’imposta: «Era meglio se quelle cifre le davano a noi direttamente», dice un albergatore veneto. Ma può essere invece un’opportunità per molti italiani che nella difficile estate del Covid-19 rischiano di dover rinunciare alle vacanze, tanto che,secondo Federalberghi, almeno il 52% degli italiani che va in vacanza lo chiederà. Vediamo come funziona.

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Bonus vacanze per hotel e b&b: chi ne ha diritto e come ottenerlo. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

La domanda può essere fatta dai nuclei familiari che hanno un indicatore Isee non superiore ai 40mila euro. Ne può usufruire chiunque faccia parte della famiglia per la quale è stata fatta richiesta, anche senza il titolare della domanda. Va «speso» però tutto in una volta.

A quanto ammonta

La cifra cui si ha diritto varia a seconda della composizione del nucleo familiare. Quindi si va da un minimo di 150 euro per una famiglia mononucleare, cioè di una singola persona, ai 300 euro per una famiglia composta da due persone, fino ai 500 euro destinati ad una famiglia composta da più di due persone.

Come si può spendere

In realtà si tratta di uno sconto per i servizi ottenuti dalla struttura ricettiva (alberghi, ecc) e vale l’80% del bonus. Il restante 20% diventa una detrazione di imposta sulla dichiarazione dei redditi. L’agevolazione serve esclusivamente per pagare servizi offerti da alberghi, agriturismi, bed&breakfast in Italia. Le spese devono essere sostenuta in un’unica soluzione e per i servizi ricevuti da una singola impresa. Devono essere inoltre tutte documentate con fatture o ricevute fiscali che contengano il codice fiscale di chi usufruisce dell’agevolazione.

Quando fare domanda

La richiesta può essere fatta dal primo luglio 2020 fino al 31 dicembre 2020. Le spese vanno effettuate in questo lasso di tempo. La domanda si fa solo attraverso una app – IO – legata alla piattaforma della pubblica amministrazione PagoPa.

Come funziona la app

Per ottenere il bonus bisogna necessariamente scaricare la app gratuita IO (https://io.italia.it). È necessaria però avere l’identità digitale Spid o la carta d’identità digitale. Una volta ottenuto l’ok alla propria richiesta fatta attraverso la app, la cifra viene caricata sul proprio profilo con l’importo e il QR Code associato da comunicare all’albergatore che lo inserirà con il corrispettivo dovuto in un’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate e da lì verrà calcolato lo sconto cui si ha diritto. Per l’esercente la cifra si traduce in un credito d’imposta di pari importo. L’esercente potrà anche cedere – totalmente o parzialmente – il suo credito a terzi per il pagamento di beni e servizi, sono inclusi anche istituti di credito o intermediari finanziari.

Dove si può spendere

Il credito, una volta caricato sul proprio profilo nella app IO, può essere usato in un’unica soluzione e solo per i pagamenti diretti alla struttura alberghiera o ricettiva autorizzata che ha fornito il servizio, senza intermediari come le piattaforme di prenotazione. Non può essere utilizzato quindi con servizi come AirBnb o Booking.com o altri simili. Può essere invece utilizzato per i pagamenti attraverso agenzie di viaggio e tour operator. Non tutti gli alberghi e le altre tipologie alberghiere accetteranno il bonus vacanze, quindi, prima di partire è necessario verificare che la struttura scelta sia autorizzata.

Articolo prelevato da www.corriere.it

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