Coronavirus:Tutto quello che c’è da sapere

Coronavirus:Tutto quello che c’è da sapere

La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il nottata il Dpcm «Io resto a casa» che è in vigore da oggi. Le norme sono valide in tutta Italia: ecco le dieci cose da sapere sul nuovo decreto. Decreto “io resto a casa” spiegato per punti: ecco tutte le regole da seguire per evitare la diffusione del Coronavirus

Meglio stare a casa. Ma per lavorare e far la spesa no problem
Il decreto del Presidente del Consiglio prevede la possibilità di uscire di casa per motivi strettamente legati al lavoro, alla salute e alle normali necessità, come andare a fare la spesa. I negozi di generi alimentari, i supermercati, i mercati rionali non chiudono, anzi, continueranno ad essere aperti, ed è possibile frequentarli normalmente (naturalmente con le normali precauzioni e distanze di sicurezza per evitare il contagio). I centri commerciali restano aperti, salvo che nel weekend. Il lavoro va avanti, anche se alle aziende è consigliato di attuare il cosiddetto smart working, e ove non possibile di limitare gli spostamenti al massimo.

Bisogna restare nel Comune di residenza (ma per motivi speciali ci si può spostare)
Il decreto è chiarissimo: non ci si potrà più muovere dal proprio Comune di residenza. Allo stesso tempo gli spostamenti saranno tranquillamente consentiti per motivi di lavoro, di salute (comprovati da certificato medico) o per «stato di necessità» (come ad esempio dover acquistare farmaci o alimenti introvabili nel proprio Comune). In tutti questi casi servirà mostrare una autocertificazione,scaricabile a fondo pagina, e compilarla. Dichiarare il falso farà scattare le sanzioni penali previste per la “dichiarazione non veritiere”. 

Nessun blocco dei trasporti. Aerei, treni, bus, auto viaggiano

Tutti i mezzi di trasporto, pubblici e privati, funzionano regolarmente e possono essere utilizzati normalmente dai cittadini (sempre rispettando le regole che limitano gli spostamenti a quelli consentiti). Autostrade, strade, aeroporti e stazioni sono aperte e normalmente funzionanti. Sarà normale in questi luoghi incontrare dei posti di blocco e di controllo delle forze di polizia (in alcuni casi dotate di termoscan per verificare la temperatura corporea in pochi istanti), che acquisiranno le autocertificazioni (possono essere compilate anche al momento) che giustificano i movimenti. Nessuno stop per merci, camion e corrieri. Libertà di movimento anche per i «frontalieri». 

Per quali parti d’Italia valgono queste restrizioni? 
Non esistono più le vecchie «zone rosse» e «arancioni», con i Comuni in quarantena. Da stamani le regole valgono per tutta Italia